domenica, Dicembre 4, 2022
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L’Alternativa al ritorno del nucleare in Italia

Come evitare il ritorno al Nucleare

Alternativa Al Ritorno Del Nucleare In Italia- Si fa sempre più strada nel nostro Paese l’idea di realizzare piccole centrali nucleari, sul genere dei reattori nucleari delle navi da guerra, idea questa che piace all’attuale nostro ministro Cingolani. Dato per scontato che sia il fotovoltaico che l’eolico non possono garantire l’autosufficienza energetica nel nostro Paese, ormai l’indirizzo del Governo è tornare alle trivellazioni in Adriatico e alla realizzazione di una rete di medi reattori nucleari di ultima generazione.

Sulle trivellazioni in mare, bisogna tener conto dei gravi danni a tutto l’ecosistema mare che il processo di prospezione del fondale produce. Stiamo parlando della tecnica di individuazione di giacimenti di gas attraverso la tecnica devastante dell’Air Gun, ma di questo ne parleremo in maniera più approfondita nel prossimo numero. Torniamo invece a parlare della rete nucleare in Italia.

Circa 6/7 anni fa si ripresentò la questione nucleare in Italia e allora, quando ero presidente di Accademia Kronos, presentai al ministro dell’ambiente dell’epoca l’alternativa a tale progetto. Ossia utilizzare i rifiuti per produrre energia elettrica. In questo modo si raggiungevano due scopi: risolvere il problema dei rifiuti e offrire energia elettrica a tutta la rete energetica nazionale.

L’Alternativa al ritorno del nucleare in Italia

Purtroppo quello era il periodo dei termovalorizzatori (ex inceneritori) e quindi tale progetto non poteva essere preso in considerazione. Fine della questione! Ma visto che i termovalorizzatori sono stati costruiti e visto che continua comunque in tutt’Italia il problema dei rifiuti, il vecchio progetto dei sublimatori organici potrebbe tornare d’attualità. E a tal proposito ripropongo l’articolo che tratta questo problema.

Energie per il futuro dai rifiuti

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I termovalorizzatori ( ex inceneritori) alla fine producono particolato e in alcune fasi della giornata inevitabilmente diossina. Le discariche ormai non possono essere più aperte. La differenziazione dei rifiuti resta la strada più ecologica al momento, ma ne esiste un’altra che oltre ad essere ecologica, economica è anche fonte di produzione energia elettrica. Un modo nuovo per smaltire i rifiuti ricavando nel contempo energia calorica ed elettrica, senza inquinare l’atmosfera. Stiamo parlando dei sublimatori organici (ex dissociatori molecolari).

Cosa sono e come funzionano. In un ambiente privo di ossigeno vengono conferiti i rifiuti indifferenziati, ad esclusione di quelli ingombranti, e lasciati per alcune ore a temperature appena inferiori ai 500 gradi. In questo modo le molecole si scindono producendo quello che è conosciuto come syngas.

Dall’umido si produce il metano e dalla plastica l’idrogeno. Questi due gas insieme ad altri minori, prodotti dalla scomposizione molecolare dei rifiuti, vengono depurati e diventano a loro volta un ottimo combustibile che, in una fase successiva, fanno funzionare un impianto che porta la temperatura ad oltre 1200 gradi, eliminando così il pericolo della diossina. In questo modo si produce energia elettrica di cui il 65% serve a far funzionare tutto l’impianto di smaltimento rifiuti e il rimanente, ben il 35%, finisce in rete.

Oltre all’energia elettrica si produce vapore che serve al teleriscaldamento e, attraverso pompe di calore, freddo per l’industria. I vantaggi di questo sistema, già in uso negli USA, è duplice, da una parte abbatte i costi dei processi di differenziazione dei rifiuti, non serve più differenziare prima, si può raccogliere il vetro e il ferro successivamente a fine processo di trattamento; l’altro aspetto interessante è che produce energia elettrica e calorica da vendere all’esterno.

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 Alla fine un impianto di sublimazione organica diventa un ottimo investimento che dà un utile economico annuale al comune o ad altro ente che lo ha fatto istallare.

E i fumi, il particolato emesso dalle ciminiere? E’ questa un altro aspetto importante: gli impianti di dissociazione molecolare non hanno ciminiere, né camini, hanno solo un tubo di scappamento come le automobili, ovviamente molto più grande. 

Si perché tutto si trasforma in combustibile e come tale viene trattato come avviene nelle nostre automobili, ovviamente con un catalizzatore opportuno per trattenere le impurità. Su questo specifico settore noi di Ecoitaliasolidale siamo molto preparati, avendo partecipato in passato a visitare impianti di questi sublimatori organici all’estero e all’esperimento del primo dissociatore molecolare a Peccioli, in Toscana.

Una risposta ecologica e pratica per produrre energia e contemporaneamente affrontare la questione rifiuti. Un modo per evitare la nascita di una pericolosa rete di reattori nucleari in tutt’Italia. Una dimostrazione concreta che al nucleare esistono altre soluzioni.

di Ennio La Malfa

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